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Rosario Scrivano , pittore surrealista , presenta opere dove i luoghi e le parvenze viventi sfuggono a tutte le coordinate spazio-tempo di una dimensione immaginaria e fantastica dove traspare un rapporto di solitudine-angoscia in prospettive silenziose.

Mario Domenico Storari – 1985

La sua pittura è una ricerca del concreto , della plasticità della colorazione dalla quale nasce una riconquistata raffigurazione simbolica . Nel presentarsi , Rosario Scrivano dice :

Non ho voluto eliminare ogni cosa reale , perché è proprio la realtà che ci spinge a pensare , a ragionare , a sentirci vivi . A volte mi trovo solo , in un mondo in bianco e nero , dove è abbastanza pensarlo per vedere un colore , dove si può cancellare tutto e cominciare da capo , dove posso pensare quello che sento senza essere costretto ad imitare altri pensieri che non sono miei , dove non devo seguire la logica e la morale comune per essere capito . Per questo vedo la realtà come una grande fotografia e non sono contento di me perché non sono contento degli altri e troppe volte ci rassegnamo nascondendoci e non facciamo altro che aggiungere un mistero ai già tanti misteri della vita !

Ciò che colpisce nelle opere di Rosario Scrivano è quella forza strutturale , quella solidità delle costruzioni e quell’impianto perfettamente meditato e controllato , per cui si ha la sensazione che l’immagine artistica e la realtà fisica si avvicinino fra loro fino al punto di identificarsi . L’identificazione però non toglie nulla alla magia e alla suggestione delle opere , perché in esse si avverte , oltre al surrealismo che le ha sprigionate , la commozione umana ed estetica dell’artista . La liricità di Rosario Scrivano è un elemento essenziale della creazione pittorica , è la vita poetica dei suoi lavori , è la preoccupazione di rendere al massimo i valori oggettivi della realtà .

Vivere il proprio tempo e denunciare con immagini realistiche la società distruttrice ed alienante di oggi , questa è l’operazione estetico-concettuale del giovane pittore . Nelle sue tele intrise d’angoscia e cariche di aggressività , con una fantasia cromatica ricca di tensioni , egli rivela e coglie i momenti più drammatici della contemporaneità . Le sue figure o le sue composizioni , anche se ad una prima lettura appaiono descrittivamente semplici , hanno sempre qualcosa di misterioso , di inquietante che le proietta in una dimensione ambigua tra realtà e sogno .

Questo artista è alla sua maniera , un testimone del nostro tempo , con le contraddizioni, i problemi irrisolti , le difficoltà e le sue ansie molteplici .

Mario Domenico Storari – 1993

La pittura di Scrivano intesa come trasformazione della realtà visibile in un significato simbolistico-concettuale che va oltre e al di là della realtà . Scrivano , in sostanza , rivela una sensibilità surrealistica che però , nell’esito espressivo , rimane fedele ad una figurazione chiara e leggibilissima perché non toccata da quegli stravolgimenti bizzarri e stravaganti di cui spesso si compiacciono gli artisti surrealisti . Per rimanere vicino allo svolgimento figurativo , egli sceglie la via dell’iperrealismo che , nella dimensione volutamente esasperata e insistita dell’immagine rappresentata , supera il dato realistico proiettandolo nel mondo interiore e segreto del pensiero , dell’inquietudine spirituale , dell’emozione poetica , della riflessione esistenzialista . La pittura iperrealista solitamente pretende una specie di spietata e penetrante esplorazione nel dettaglio realistico e ciò comporta un tipo di colore nitido e scandito che agisce sull’immagine come forza fredda e determinata . Ed è proprio questo il colore che caratterizza la pittura di Scrivano , un colore catturato in spazi compositivi rigorosi e precisi , senza sfumature né espansioni incerte .

Enio Concarotti – 1994

Scrivano rivela una singolare personalità creativa in cui convergono valori di preciso e scandito realismo alla Sciltian , altri di fascino simbolistico alla Redon e altri ancora di natura fantastica e surrealistica .In sostanza egli è pittore di area figurativa ma la sua figurazione , anche se parte da una identità iconografica di cose e presenze della realtà , si carica sempre di una sostanza fervidamente fantastica e inventiva che penetra nella dimensione enigmatica del simbolo e della metafora e raggiunge il territorio del surreale dove il discorso tematico diventa racconto onirico , sognante , quasi sempre toccato da una tensione di tipo espressionista vibrante di inquietudine esistenziale . E’ evidente tutta l’ammirazione di Scrivano per Dalì nel cui mondo immaginifico e trasfigurativo egli identifica un suo modo di pensare e fare pittura . Ma se è vero che certi scatti surrealistici di Scrivano risalgono alla frenetica estrosità del maestro spagnolo , è vero anche che l’atmosfera del suo racconto pittorico è altra e diversa poiché più raccolta e introversa in simbolismi sentimentali e intimisti decisamente estranei alla pittura di Dalì . Nella panoramica della pittura piacentina contemporanea Scrivano si inquadra tra quei pochi autori che continuano quella “pittura del fantastico” , che proprio a Piacenza diede vita negli anni dal 1945 al 1960 , ad una vera e propria “scuola” riconosciuta anche dalla grande critica nazionale . Alle sue tematiche surrealistiche e simbolistiche egli funzionalizza un sapiente e ben scandito ruolo del colore ad olio che si impatta sulla tela con profondi e penetranti tonalismi carichi di tensione e psicologia .

Enio Concarotti – 1996

La pittura come espressione dello spirito : un soggetto che cattura la mente , e la mano che , quasi come entità autonoma , si muove abile sulla tela e restituisce un’immagine . Così capita a Rosario Scrivano , pittore piacentino ma nativo di Palermo , che da circa diciotto anni ha trasformato quello che era in nuce un semplice estro in vigorosa forma d’espressione . Utilizzata in un primo tempo per sfuggire ad un grande dolore e divenuta poi un’indispensabile compagna di vita. Il talento artistico messo in evidenza fin da bambino non è stato addomesticato da nessuna Accademia , non ha dovuto fare i conti con quei cerebralismi che pullulano nelle scuole e che spesso incrostano la genuinità dell’ispirazione . Egli stesso , parlando delle tecniche che utilizza , sostiene : < Dipingo prevalentemente a olio su tela o legno , sono alla continua ricerca e non si è mai finito di crescere e migliorarsi >. La pittura rimane una passione e un bisogno : non vuole trasformarla in mestiere ed è contrario alla mercificazione dell’arte . Scrivano definisce il suo stile un < Iperrealismo in un mondo surreale > e spiega : < L’iperrealismo fa parte del mio carattere : amo le cose chiare , pulite . Vorrei che tutto fosse limpido e non esistessero i tradimenti . Siccome so che tutto ciò non è possibile se non in ambiti utopici e ucronici che quindi con la realtà non hanno nulla da spartire , lo sfondo su cui colloco le mie figure , il contesto di cui le circondo è surreale > . E il tratto saliente di Scrivano artista è proprio quello di stare in posizione interlocutoria di fronte ai più diversi stili , riproducendo con fedeltà persone , oggetti e ambienti e cedendo al contempo ad immagini lontane che riaffiorano inattese e alle suggestioni dell’intimo . Azzardando una similitudine possiamo dire che Scrivano si muove come un funambolo sopra una corda sospesa su una distesa di richiami disparatissimi . Così può capitare che in un tipico paesaggio meridionale su cui campeggiano due figure maschili a cavallo , un burattino verde faccia capolino squarciando la tela . A destabilizzare l’osservatore portandolo in una dimensione ambigua sospesa tra realtà e sogno .

Simona Peruzzetto – 1998

L’accurata trama disegnativa stabilisce in modo completo e realistico l’immagine che il pittore desidera illustrare : ottiene così una atmosfera particolare dove il silenzio delle cose conduce il fruitore a riflettere . L’autore analizza lo spazio che resta al di fuori di invasioni gestuali ed instaura con la luce un rapporto che esalta la componente lirica . Scrivano usa alla base dei suoi dipinti , una tecnica meticolosa che si addentra e affida la sua visione al dettaglio : è fondamentale la scrupolosità con la quale pone questi particolari in un ordine mai fortuito , per offrire un preciso gioco della composizione . Ogni piccola cosa racchiude una storia in sé stessa creando una visione nella quale c’è una trama . Le immagini si trasformano in un discorso dal quale emerge l’uomo e ciò che lo circonda . Il colore diventa il veicolo per creare una realtà fuori dal tempo dove gli oggetti trovano fra loro una complicità e un legame mai banale . Quando si alternano i pensieri nella mente di un’artista e spuntano i ricordi la vita sembra immobilizzarsi , il richiamo del passato intraprende il suo cammino e si trasforma in narrazione . Tutto è emblema del quotidiano e di presenze umane assenti ma testimoni di una circostanza . Scrivano si muove attraverso la figurazione toccando diversi temi tra cui il paesaggio che interpreta con cromie brillanti ; questo si conclude però quasi sempre nella profondità di cieli minacciosi . Versatile nel suo iter pittorico si dedica anche al ritratto che realizza con purezza espressiva e spontaneità dei soggetti scelti ; una pittura capace di indagare quel sentimento incomprensibile delle cose intorno a noi .

Elena Gavazzi – 2002

Pittore autodidatta ma di grandi potenzialità espressive e notevole intuizione figurativa , Rosario Scrivano ha inaugurato con una personale gli spazi espositivi de “La Spadarina” alla presenza di altri due artisti piacentini di spessore , il collega William Xerra e la cantante Marina Fiordaliso . Pur prediligendo , istintivamente , l’atmosfera surrealista con alcuni , trasparenti , omaggi all’eccentrico Salvador Dalì , nume tutelare di quella provocatoria tendenza , Scrivano mantiene un saldo rapporto con la realtà riuscendo , abilmente , a controllare l’immagine che , con uso intenso del colore , diviene oggetto d’analisi ed approfondimento iper-realistico . E Scrivano stesso si riconosce ampiamente in questa dimensione : la rappresentazione di soggetti tradizionali fornisce lo spunto per una severa indagine interiore , cioè trasfigurazione della realtà come occasione per scavare dentro di sé , individuare le ragioni ultime che spingono gli artisti ad esprimere qualcosa , a riflettere sulla condizione esistenziale . E le opere esposte testimoniano in questa direzione : soprattutto “Cara immortalità”, grande tela con , in primo piano , un pittore esausto appoggiato al tavolo di lavoro e sullo sfondo , imponente , la Monna Lisa leonardesca , significativa allegoria della condizione dell’artista , del peso della storia .

Fabio Bianchi – 2002

Rosario Scrivano, siciliano d’origine, classe ’59, pittore autodidatta con una profonda (e ben coltivata fin dall’infanzia) passione per il disegno, ma soprattutto istintivamente portato all’arte.

Una predilezione: il surrealismo metafisico di Salvador Dalì, che spesso abbiamo incontrato nei suoi quadri. “ Tutto nella mia vita sembrava indirizzato altrove: ho cominciato come carrozziere e, dopo il militare, ho imparato il mestiere di muratore, ho avviato una piccola impresa edile che via via ha preso piede impostata soprattutto sul recupero. Nel 1984 mi sono indirizzato definitivamente nel restauro di immobili. L’ultima opera che mi ha visto impegnato e di cui vado fiero riguarda Torre Fornello”.

Ed anche qui alla “Spadarina” ha lavorato di recupero, in prima persona, per mesi e mesi nel settecentesco casale affacciato sulla strada Agazzana (al numero 14), che Domenica mattina inaugurerà come nuovo spazio per “esposizioni d’arte”. Della vecchia casa padronale che ha recuperato dopo 15 anni di intenso lavoro, Scrivano ha voluto mantenere anche il nome originario: “Spadarina”, che leggi a caratteri cubitali sulla facciata con mattoni a vista.

“L’acquistai nell’87, era in condizioni pessime. L’ho praticamente rifatta, pur mantenendo gli stessi mattoni e la stessa struttura e architettura. La parte al piano terra, entrando dopo la volta d’ingresso, sulla destra – e intanto ci accompagna nella visita guidata alla sua “creatura” – dove un tempo c’era l’abitazione del contadino è lo spazio espositivo: due stanze e quest’altro angolo dove ricevere le persone. Qui vorrei dare voce, fare da vetrina a tutti gli artisti che hanno bisogno di farsi conoscere, e quindi non soltanto ai già arrivati”.

Ma veniamo alla pittura

“Il surrealismo metafisico mi attira molto, seppur abbia anche un istinto per l’iperrealismo e lavoro molto sul figurativo, mi sento molto libero”.

Sfogliamo il suo album di carriera e riconoscimenti artistici, foto, medaglie e trofei.

Oli su tela, caricature e ritratti a matita o carboncino, persino un modello navale eseguito a mano nei minimi dettagli, una scultura similfuturista fatta di monetine assemblate: “Quello è il Dio Denaro”, nature morte, scorci di quotidianità, volti contadini, corpi nudi, paesaggi, strappi disegnati nelle tele troppo fedeli al vero fotografico e l’iperrealismo cresce come quella rosa spropositata nel primo piano di un suo olio su tela, “Fiori tra le pietre”.

Ora non ci resta che scoprire, che cosa ci riserverà, nella sua nuova impresa questo giovane guidato da un eccezionale, dirompente ed eclettico, amore per l’arte.

Tiziana Pisati – 2002

Speranza e rassegnazione , perché < Al di la del bene e del male >, spiega Rosario Scrivano < la pace sulla terra è un’essenza quasi irraggiungibile , almeno fino a quando l’uomo non supererà i suoi limiti mentali dettati dalla sua parte animale , e spiccherà il volo verso la luce , verso la purezza assoluta e cristallina di cui l’uomo ancora non è in grado > .

Roberta Suzzani – 2003

“Usando la ragione …ho imparato a inseguire l’istinto” . Un manifesto programmatico che Rosario Scrivano ha voluto porre al centro del suo dipinto , quasi a spiegare , se fosse necessario , il suo fare pittorico , il suo modo di concepire e interpretare l’arte , il suo modo di vivere la pittura .

La ragione , o meglio il superamento della ragione verso un mondo dominato dalla casualità , intesa come essenza pura dell’animo umano , è il must che domina , non solo le opere di Rosario Scrivano che con i suoi dipinti dal taglio iperrealista di questa liberazione incarna l’essenza più pura, trasponendo visivamente la filosofia dell’artista : una realistica concezione della bruttura della società odierna in cerca di qualcosa che non potrà raggiungere se non fra molto tempo .Una mostra quella a “La Spadarina” che riconferma il postulato che l’arte , nella sua forma più alta , esula dalle classificazioni formali e concettuali e , in tutti i suoi linguaggi , esprime l’essenza dell’uomo , il suo anelito all’immortalità , il suo canto all’infinito .

Roberta Suzzani – 2003

Scrivano espone , significative opere eseguite con differenti approcci a riprova di versatilità e padronanza del mezzo espressivo . Matite di pregevole fattura ed oli raffinati e di forte impatto visivo . E’ soprattutto , “Il momento dei pensieri”, vero e proprio manifesto della sua poetica , impegnata raffigurazione che recupera atmosfera , colori e trasparenze di illustri esempi di “700” ed “800” , laica visione del mondo , professione di fede tra assolute certezze razionali ed immediata azione , principio ispiratore e criterio di vita .

Fabio Bianchi – 2003

Un’immagine dettagliata , perfetta , satura di significati che vanno al di là dell’apparenza per investire la dimensione del simbolo . Sono queste le immagini che escono dai pennelli di Rosario Scrivano . Dietro alle immagini-fotografia di Scrivano , infatti non c’è minor impegno filosofico che si rintraccia nelle riflessioni artistiche informali e concettuali . La componente mentale dell’opera d’arte ha una funzione pregnante , essenziale . L’essere umano , anche quando non presente in forma evidente , è il fulcro del discorso dell’artista che ne fa il protagonista assoluto del suo linguaggio . Per Scrivano , che per le sue composizioni pittoriche guarda alla sensibilità dalla maniera di Dalì , l’iperrealismo è un semplice strumento di espressione per quella dimensione surreale .

Roberta Suzzani – 2004

Scrivano è pittore introverso , pensoso , graficamente abilissimo e capace di grandi intuizioni . I suoi lavori , coloristicamente audaci , tematicamente complessi , figurativamente accattivanti , riflettono , incessanti , una sapiente trasmutazione di messaggi e tecniche e , sempre sospesi fra tradizione ed innovazione , costringono ed invitano alla meditazione .

Fabio Bianchi – 2004

Il surrealismo di Scrivano indubbiamente non può essere scordato , con la sua capacità di immetterci in un universo onirico estraneo ad ogni collocazione spaziotemporale e pregno di connotazioni volutamente iperrealiste .

Daniela Gallo Carrabba – 2004

Il reale che troviamo nelle opere di Rosario Scivano lungi , però dall’essere mera riproduzione della realtà , ma sempre reinterpretazione .

Roberta Suzzani – 2004

Rosario Scrivano : grandi qualità grafiche con un iperrealismo attento soprattutto all’etica dell’arte , in una pittura che è sempre più scandaglio psicologico .

Fabio Bianchi - 2004

Le opere di Rosario Scrivano sono apparizioni di una visione interiore , un lirismo soggettivo capace di evocare dense atmosfere .

Scrivano è un pittore per un istinto innato di amore e passione per la natura che media i suoi racconti e le sue emozioni attraverso un linguaggio con modulazioni cromatiche che provengono dal suo Io profondo .

Nella sua pittura troviamo ancora il palpito sincero di uno che sa di poter ancora cantare il senso profondo della vita , la grandezza dei sentimenti .

Renata Gerevini Navalesi 2004

Per Rosario Scrivano andare “oltre la tela” non significa cercare astrazioni o complesse alchimie concettuali ma scavare nel profondo della realtà quotidiana per cogliervi l’essenza delle cose . Il suo iperrealismo non è mai esasperato e non vuole stupire , semmai diventa lo strumento per trasmettere una concezione del mondo chiara , pulita e lineare . Le situazioni che crea sulla tela coinvolgono il mondo sensibile in un gioco di scambi e accenti tra oggetti e ambientazioni surreali che portano l’osservatore ad immedesimarsi in questi racconti per immagini dove la capacità pittorica si sviluppa attraverso un equilibrato dialogo tra la forza del segno e il colore .

Scrivano non vuole stupire , non grida in faccia la realtà e le contraddizioni della contemporaneità , preferisce sviluppare un dialogo più intimo e costruttivo tra il dipinto e l’osservatore ed è proprio in questo scambio di esperienze profonde che trova il suo personale linguaggio espressivo . Ai tagli sulle tele Scrivano preferisce degli squarci da cui far affiorare realtà oggettive che , a ben vedere , racchiudono in sé l’essenza di un messaggio sempre profondo e sempre filtrato attraverso un lavoro di lunga e attenta rielaborazione interiore . Il tutto senza mai esasperare l’aspetto estetico ma riuscendo a cogliere sempre un giusto rapporto tra esigenza espressiva e rigore compositivo .

Carlo Francou – 2005

Oltre la tela , titolo allusivo ed enigmatico per la personale alla galleria La Spadarina di Rosario Scrivano (1959) , piacentino d’adozione , talentuoso autodidatta , da poco pittore e gallerista a tempo pieno da sempre appassionatissimo d’arte con partecipazione a numerose esposizioni e significativi riconoscimenti .

Nonostante la vicinanza all’iperrealismo – corrente che nei turbolenti anni ’60 e ’70 segnò l’arte internazionale nella trasposizione fotografica del reale – ne recepisce sofisticata prassi esecutiva e perfezionismo tecnico ma non i presupposti teorici .

La Fredda oggettività diventa viceversa indagine , non più e non solo paradigma stilistico ma concetto , non semplice riproduzione ma scavo psicologico ( Oltre la tela ) .

Comunque sempre “oltre” qualcosa , conformismo , leggerezza o superficialità di una società spesso vacua , distratta da falsi profeti ( Ora ti conosco ), irrealizzabili utopie (l’uomo e la sua miseria). Nelle varie tele divagazioni simboliche ( Fiore di bronzo e petali di donna ),sincere confessioni ( Lentissimo scambio ) e genuine dichiarazioni (Sempre più lontani) descrivono con lucidità l’evoluzione umana e artistica , i difficili rapporti amorosi ( Io e te… prima del volo ), le titubanze professionali in un percorso iniziatico tanto lontano dall’apparenza quanto vicino alla verità interiore ( La sfida dei sogni ) . Difficile per qualsiasi artista confrontarsi con se stesso , descrivere ma anche trascrivere – su diversi quadri il pittore ha annotato sue impressioni – i sentimenti ( A piedi nudi ) . “ Non riesco ad immaginarmi come un’artista serio possa mai considerarsi soddisfatto del proprio lavoro “ sosteneva Ezra Pound ( Inferno ) .

Un’ansiosa ricerca accomuna le circa trenta tele che tracciano un severo bilancio esistenziale , un ritratto intimo e confidenziale : ovunque linee sicure , abili tocchi , contorni netti , colori puri (tutti ad olio), soggetti di sconcertante evidenza , tematiche di icastica chiarezza , cioè grande intensità emotiva ed assoluto rigore morale .

Il pittore vuole dialogare con il pubblico , mostrare e mostrarsi , misurarsi con interlocutori raffinati capaci di comprendere dubbi e travagli , disposti ad approfondire un’esperienza di vita e di lavoro affascinante ed ormai – dopo tanti anni trascorsi dipingendo ed organizzando mostre – ben conosciuta nel circuito artistico non solo piacentino . Nelle numerose composizioni di frutta emerge poi una luce avvolgente , finissima , alla “maniera lombarda” ma vicina anche a certe atmosfere della miglior scuola toscana seicentesca di Salini , Del Tintore o Bimbi non dimenticando i prolungamenti in terra spagnola dell’eredità italiana con Sanchez Cotan o Zurbaran .

Infine nelle composizioni a biro , risaltano nostalgia ( Ora saprei ), consapevolezza di sé (Ero grande quando sentivo il profumo dei campi), accettazione del destino (Quando tutto sarà la stessa cosa) . Mostra complessa ed ambiziosa , dunque , anche per i continui ondeggiamenti tra naturalismo , surrealismo , Realismo magico ma anche Iper o Photo-realismo non trascurando la lezione di impegnati artisti italiani contemporanei come Guccione , Ferroni , Spadari e per particolari aspetti Vespignani , Barattella e De Filippi.

Fabio Bianchi – 2005

La “ fantasy – pittura “ di Rosario Scrivano .

In mostra una selezione di opere che indagano l’uomo e la natura .

Rosario Scrivano è un pittore “ oltre – al di là – fuori ( in o out ) – fantasia – invenzione – iper (una nota sopra) – minimal (una nota sotto) – varco – strappo – passaggio – contrasto – confronto – simbolo – metafora – puro visibile – puro invisibile – dubbio – incontro – fedesperanzasogno – colore dell’amore (rosso) – colore del relax sereno (azzurrino chiaro) – ermeticamente limpido – limpidamente enigmatico – non piede piatto sulla sicura realtà – ricerca – avventura – bilico – rischio – pericolo – sul filo della vita “ .

Scrivano ha in sé il dono magico della “ visione “ che trasforma , allontana , avvicina , esalta , deprime , cambia significato e senso a tutto ciò che ci circonda e preme sulla nostra condizione esistenziale . Nella sua pittura vibrano un “si” e un “no” che sono valori in contrasto della personalità umana e che l’amore , il sentimento , l’intelligenza , l’intuito improvviso o la meditazione pensosa devono saper comporre in armonia e simbiosi per poter continuare a vivere .

Il titolo di questa mostra è “ Oltre la Tela “ , e compendia già in sintesi ciò che Scrivano intende svolgere nel suo discorso artistico che è quello della linea di demarcazione che separa il più compiuto e perfetto realismo delle cose dalla vera presenza della spiritualità umana .

La tela oltre cui dobbiamo andare è la stessa su cui opera l’autore (preciso riferimento ad una professionalità che dà valore e peso alla sostanza materia su cui il pittore fatica , lavora , dipinge) ma che , se abbassata e aperta in un benché ristretto varco di visibilità , permette l’incontro con chi sta dietro il sipario e cioè con l’Uomo che , attento e concentrato di viso e di sguardo , ci dice che è lui , insomma e sempre , il protagonista centrale , fondamentale , di base , del nostro mondo vivibile .

colori più affascinanti , la maestria tecnica più precisa e minuziosa , la struttura compositiva più attraente che gli stanno di fronte fanno sì parte di questo mondo , ma si rivelano come pretesti estetici che ci imprigionano in una piacevole soddisfazione che ostacola lo slancio esplorativo oltre la tela . La Verità – Uomo che sta “oltre” , Scrivano la raggiunge in due modi diversi , entrambi di svolgimento figurativo , che partono , uno dalla forza e dalla drammaticità dell’espressionismo , l’altro da un realismo naturalistico che si concretizza nelle “ Nature morte “ .

Sembra un contrasto volutamente dialettico e provocatorio ma così non è poiché tanto la possente figura dell’uomo e la potenza grandiosa della natura , quanto la semplice rappresentazione di un frutto della terra e dell’albero (banane, uve, mele, pere, fragole, limoni, verze, noci, peperoni, pomodori) si sublimano nel simbolo , nella metafora , nel significato di qualcosa che sta al di là , misteriosamente nascosto e prezioso , che bisogna cercare di raggiungere , conquistare , conoscere e amare magari pagando con duro impegno sentimentale , psicologico , concettuale .

Se appare indubitabile che Scrivano debba essere inquadrato in quella piacentinissima Scuola del Fantastico che tanta importanza assunse in campo nazionale e anche internazionale negli Anni ’45 – ’50 , va subito precisato che egli non va a braccetto coi vari Spazzali , Foppiani , Bertè , Armodio , Braghieri , Grassi , Corradini , Fornari e altri ancora semplicemente perché il suo progetto surrealistico è di altra specie , assolutamente autonomo e personalissimo , mai giocato e ironico , mai favolistico tra nuvole chagalliane , ma piuttosto penetrante e acuto alla Dalì ( che rimane per lui il maestro più estroso e suggestionante ) o morbido e disteso alla Morandi .

Scrivano ha una sorgente fantastica diversa , con altri stati d’animo , altre emozioni , altre passioni, altre esperienze di sentimento e di intelletto da esprimere e raccontare sulle sue tele . L’avvicinarsi alla pura astrazione , all’informale , alla fragilità fiabesca , non lo richiama , non gli interessa .

C’è sempre in lui il senso della frontiera che demarca il verismo delle cose che sono e stanno nella realtà dal potere portentoso della fantasia inventiva che le trasforma e le nobilita in più alti significati . Ogni suo quadro ha l’accompagnamento di un flash – didascalia che a volte si amplia in una vera e propria composizione lirica sicchè Scrivano va collocato senz’altro in quella schiera di “ poeti visivi “ che scrivono poesie con colori e pennelli e , dunque , da valutare anche dal punto di vista letterario nell’ambito dell’epigramma e dell’ Haycù giapponese .

Una pirandelliana didascalia che dice “ Ora ti conosco “ (ricerca del personaggio sotto la maschera) illumina uno dei quadri di maggior spicco in questa mostra . Si tratta di un clown (in fondo una tematica figurativa molto usata nella pittura moderna ) ma il suo è un clown – specchio in cui l’autore scopre , senza reticenze né fiacche ipocrisie , se stesso , i valori più significativi della sua identità , gli aspetti forse anche inconsci o sbadatamente trascurati della sua personalità : incombe una lontana , timida voglia di piccola e sorridente serenità sconvolta , però , dall’irruenza segnica e cromatica di una accorata , persistente malinconia .

In una terza saletta da definirsi “ dei ricordi del tempo giovane “ , Scrivano (che tutte le altre opere ha dipinto con unica tecnica ad olio ) espone una serie di grafiche a biro e pastello che raccontano , con un disegno lineare e pulito , frammenti (per lo più ritrattistica) della sua infanzia – adolescenza – prima gioventù in cui emergono figure di compagni di giochi , fanciulle di primo innamoramento persone amiche che gli passarono accanto .

E’ uno Scrivano tutto raccolto in intimità personale , immerso in una silenziosa nostalgia .

Enio Concarotti – 2005

Nei ricordi di Rosario Scrivano .

La pittura di Rosario Scrivano , nasce dalla voglia di ricordare , di sublimare le sofferenze , ma soprattutto di capire l’Uomo , così contorto e contraddittorio nei suoi molteplici desideri .

Di spirito curioso e intraprendente , l’artista parte da se stesso , dalle sue esperienze per ricostruire , quadro per quadro , lo spirito umano , offrendo all’osservatore , attraverso metafore visive ( nature morte , animali , paesaggi ), una chiave di lettura per ciò che accade nell’animo di ognuno , nell’interminabile alternanza tra momenti sereni e gioiosi ed eventi drammatici e amari che è la vita .

Guardando indietro , ripescando nei ricordi , o nelle più recenti esperienze , Scrivano si mette a nudo . Confessando i suoi sogni , le sue paure e le sue speranze più profonde e intime , conferisce ad ogni dipinto una carica comunicativa disarmante . La sincerità della ricerca tocca le corde più sensibili dell’animo , costringendo alla riflessione .

Travolto dalla passione , dall’incertezza , dal disinganno , non è , quindi , più l’artista ma l’osservatore , spinto in modo impetuoso , più che invitato , a ricordare esperienze simili .

La presa di coscienza è già una vittoria ; non si è completamente in balia delle pulsioni se si vuole capire , se ci si vuole dominare alla ricerca della felicità tanto agognata .

In fondo Scrivano crede , ha fede in se stesso e nell’Uomo ; sì fragile e facilmente manipolabile a causa delle sue debolezze , ma anche grande nelle sue potenzialità intellettive e spirituali .

“ Oltre la tela “ , locandina dell’evento , è la dichiarazione poetica dell’autore ; squarciato il velo , la sottile membrana ( la tela ) che dà corpo alla pittura , è rotta la finzione e rivelato l’artefice , il “burattinaio” dell’arte : l’Uomo .

Nulla di ciò che è rappresentato , dal vaso di cristallo alla fruttiera , è fine a se stesso , è gioco virtuosistico ; dietro ad ogni opera (questo è il suggerimento , la chiave di lettura offerta dall’autore al visitatore) c’è sempre l’Uomo , con la sua mano abile col pennello , ma soprattutto con il suo cuore ed il suo cervello .

Paola Riccardi – 2005

Continua ricerca del sé e dell’altro, rabbia di fronte alle miserie ed alle contraddizioni della vita impregnano l’opera di Scrivano , che in “Ora ti conosco”, “L’uomo e la sua miseria” e “Uno strappo da cucire” disegna un mondo in cui la coscienza del male potrà forse approdare ad una rinascita, ma nel quale troppi strappi ancora deturpano i rapporti senza ricevere attenzione .

Chiara Bernazzani - 2006

Rosario Scrivano, titolare della galleria “ La Spadarina “ , che in pochi anni, fra mostre, fiere e concorsi nazionali, ha saputo stimolare, coinvolgere e quindi valorizzare personalità locali e nazionali interessanti e dal canto loro motivate.

Fabio Bianchi – 2006

Nel panorama artistico locale Rosario Scrivano è personalità di spicco :

è innanzitutto un ottimo gallerista al punto che, in pochi anni, lo spazio espositivo La Spadarina ha con successo ospitato centinaia di artisti non solo italiani.

Ma è anche un’abile pittore e lo dimostra continuamente partecipando ad importanti concorsi.

Nell’ ultimo, il 3° premio internazionale di pittura, scultura e grafica organizzato dalla sempre più quotata rivista Boè, è arrivato settimo, risultato eccellente essendo gli iscritti oltre duemila ed i selezionati alla fase finale 400.

L’ opera presentata da Scrivano, “ Rapporti virtuali “ olio su tavola, meritava in effetti attenzione: nella parte inferiore una donna seminuda, supina, fortemente scorciata, anela avidamente ad un rapporto sessuale. Nella parte superiore Scrivano su un tavolo ha riportato oggetti di uso quotidiano: telefono fisso, cellulare, pacchetto di sigarette e bottiglia d’ acqua sempre resi in un Iperrealismo fotografico perciò tanto più immediato ed intrigante.

La crisi dei rapporti e talora l’ incomunicabilità uomo-donna passano senz’ altro fra incomprensioni psicologiche, sociali, caratteriali… ma non scordiamo la pericolosità di rapporti virtuali, cioè superficiali o poco sentiti. Scrivano in quest’ ardita metafora lancia dunque un monito: più spazio ai sentimenti, al dialogo e, perché no, alla corporeità per abbattere quell’impercettibile invero immensa distanza indotta dall’invasiva tecnologia.

Fabio Bianchi – 2008

Nella mostra permanente della galleria La Spadarina sono presenti opere di importanti autori piacentini e provenienti da ogni parte d’ Italia, artisti differenti per tecnica, formazione e corrente artistica, scelta voluta da Rosario Scrivano, titolare della Spadarina, per soddisfare il soggettivo gusto dei visitatori sulle comunicazioni visive, egli stesso pittore iperrealista, con le sue opere ci testimonia come soprattutto la pittura sia profondo interscambio arte-vita, arricchimento continuo e bilaterale, lenta osmosi fra esteriorità ed interiorità.

Fabio Bianchi – 2009

L’ evoluzione stilistica di Rosario Scrivano tende a definire le esigenze compositive con le quali l’ artista contemporaneo avvede istanze di complessità comunicativa.

Tra il surrealismo di stampo novecentesco e l’ elevato potere mediatico del linguaggio pubblicitario, il linguaggio pittorico di Rosario Scrivano costituisce un interessantissimo esempio di coesione tra passato e presente, tra consapevolezza tecnica e manifestazione emotiva.

Sandro Serradifalco – 2009

Anche nella recente produzione compare l’originale stile di Scrivano caratterizzato da una fredda analisi dei sentimenti e delle aspettative della nostra epoca (Stand by…in attesa del blu) e da acuta introspezione alla ricerca di un’autosufficienza interiore (Dove non c’è caldo e non c’è freddo). Ma Scrivano nel suo eclettismo e nella sua curiosità spazia anche in altri settori: dalla pittura di genere, sempre olio su tela, adeguatamente attualizzata (Nature vive; Girasole) all’espressività immediata (Eclisse, grafite su carta) perché l’eccentrica arte contemporanea, la pittura in particolare, oggi è sempre più una disciplina ricca di pathos ed umanità.

Fabio Bianchi – 2010

Eccelso elaborato, la cui tecnica è particolarmente singolare.

Travaglio spirituale ed inventiva danno validità fruitiva e spessore di talento artistico.

Prof.ssa Anna Francesca Biondolillo - 2010

Egr. Maestro,                         

ho avuto modo di vedere su internet alcune sue opere e sono rimasto entusiasta dell’impostazione surrealista e figurativa che sa dare con evidente dimestichezza con il disegno, il cromatismo e l’arte.

Certo che il linguaggio non è facile ad intuire subito anche se i titoli aiutano a penetrare nel simbolismo di così complesse percezioni di una realtà che viviamo e che Rosario Scrivano ci presenta con risvolti che il sistema percettivo vorrebbe che fosse solo occasionale. Una realtà inedita, figure che spingono alla riflessione, colori che vivono il contrasto dei volumi.  Perchè anche dove tutto è fantastico, la tecnica non è un momento separato dall’idea, ma insieme realizzano l’opera d’arte.

Giorgio Falossi - 2011

Rosario Scrivano è un pittore di indubbie capacità tecniche. La sua Arte affonda le radici nel Surrealismo e nella scuola del Fantastico, nata a Piacenza intorno al 1945, tuttavia l’artista piacentino adottivo, sente il bisogno di prenderne le distanze, con una cifra stilistica del tutto personale. Le sue tele sono principalmente il frutto della sua interiorità, dei suoi stati d’animo e delle domande che instancabilmente si pone e pone al mondo che lo circonda.

Nelle sue opere tutto assume un molteplice significato: l’artista,attraverso un raffinato uso del colore, spoglia la realtà dal velo ingannevole dell’apparenza, per scoprirne l’essenza più inquieta, denunciando la società distruttrice ed alienante di oggi.

Attestato di qualità primaria

Questa in oggetto è composizione poetica di alto livello esecutivo. Rosario Scrivano ha saputo realizzare un dipinto emblematico assai importante a livello di messaggio universale. Il contrappunto perfetto tra le due figure di donna e la significativa maschera in basso a destra, nasce grazie allo splendore del raffinato costrutto cromatico, che pienamente risponde allo struggente titolo dell’opera.

Paolo Levi – 2012

Gentilissimo M° Scrivano Rosario,

Mentre esprimo il sincero apprezzamento per l'omogeneità formativa del Gruppo,

nonchè la qualità artistica degli associati, in particolare mi sono soffermato,

in particolare -detto da critico, poi da amico- sulle sue doti di pittore, con una buona scansione che va dal naturalismo figurativo-analitico, e sua versatile ricerca poetica, versata nella buona espressività del linguaggio d'anima, alla surrealità nella sua migliore trasfigurazione pittorica, tradotta e recepita nel messaggio, quale realtà dell'onirico metafisico, senza nulla sottrarre alla bontà qualitativa in resa compositiva pittorica e plastica, degli altri compagni artisti del gruppo,

accolga le migliori cordialità.

Alfredo Pasolino – 2013

Rosario Scrivano abbina il concetto ovidiano di metamorfosi ad una pittura che risente dell’esperienza grafica più raffinata ed evoluta, si che le sue opere sono vere e proprie “scene in movimento”.

Marco Pennone – 2013

Scrivano Rosario: Personaggio eclettico, versatile, di intensità travolgente, avendo tuffato gli occhi nell’oceano del cosmo interiore, grazie anche alla sensibilità percettiva della natura intrinseca del colore quale forza costruttiva, ideativa, del sogno, del segno e del simbolo.

Del suo versatile naturalismo e realismo del segno grafico, della composizione di morfologie di natura, alla sensibilità percettiva della poesia dell’anima, ha dato le ali ai suoi piedi d’argilla per volare, per vedere e cercare di vedere, di spaziare il molto che si nasconde dietro alle nuvole dell’astrazione.

Perché il suo viaggio esplorativo, è cominciato da molti quadri di incredibile purezza, nei colori squillanti, timbrici, intrisi di luce naturale. Ad apprezzare la inquieta icasticità del rappresentativo, compendiando col pensiero intelligente, finchè altri particolari ossessivamente insistiti, gli hanno rivelato senza più incertezze che, con il carattere tormentato del suo innato talento, mirato alla ricerca esplorativa del profondo interiore, all’intrinseca natura del pensiero, oltre ogni possibile ragione, la variabilità nei livelli acquisiti di visualizzazione, la scoperta di momenti variabili dell’identità, il metamorfico caleidoscopico mondo del sogno, le immagini sempre nuove della natura che lo circonda, nei diversi aspetti che acquistano differenti significato, la complessità della centralità della persona umana, il paradosso che attizza il testo di molti percettivi dell’intuizione, la sua capacità come artista sintomatico, istintivo, quant’è potenzialmente analitico, per un bisogno di risultanze estreme, da godersi in sé. Per il suo metamorfismo deflagrante, surreale della figura femminile, il nocciolo dell’arte che libera come nella natura, un potenziale di apocalisse, per il metamorfismo deflagrante ma ordinato in stratificazioni dei differenti livelli della visione dell’apparenza…

Nella ricerca di una giacomettiana essenzialità, oltre ogni velo di illusoria materialità terrena, un bisogno d’anima, di questo suo modo personale, polimorfo e acceso, “tout se tient”, l’importante per l’osservatore stupefatto, che non vuole perdere di vista quel tutto. O, almeno l’avvertenza delle parti che lo compongono, a scoprire l’essenza più inquietante, delle molteplicità e varianze che sottendono oltre l’apparenza, all’unità del reale contenuto essenziale, invitando il lettore verso la dissoluzione contemplativa, nella direzione del sé reale.

Alfredo Pasolino – 2013

Rosario Scrivano. Eccentrico, istintivo e dall'animo tormentato, il pittore-gallerista ricerca e analizza nel minimo dettaglio ciò che lo circonda ponendosi continue domande sulla poliedricità dell'animo umano che muta radicalmente a seconda del punto di osservazione. In questo modo trasferisce sulle sue tele tutte le tensioni che la sua psiche percepisce dal mondo esterno e, come ha scritto Paolo Levi, “spoglia la realtà dal velo ingannevole dell'apparenza, per scoprirne l'essenza più inquieta, denunciando la società distruttrice ed alienante di oggi”. Il suo surrealismo raffigurato mostra così opere irrequiete, caratterizzate da distintivi tratti grafici e da colori freddi e acidi, in un perenne ed instabile equilibrio tra oggettività e tangibilità da una parte, e virtualità ed illusorietà dall'altra, richiamando in questo modo alla memoria l'ambiente di Matrix, trilogia cinematografica del 1999.

Elisa Manzoni – 2014

Mettersi in gioco oggi nel variegato e sulfureo mondo dell'arte implica rischi e scommettere di questi tempi ... Ma nonostante tutto 5 pittori e 1 scultore sono i protagonisti di una grande avventura artistica e culturale. Lo scultore Mauro Braglia (Lucca), i pittori Maurizio Brambilla (Milano), Paolo Golino (Siracusa), Luigi Pretin (Savona), Rosario Scrivano e Paolo Terdich (entrambi piacentini) hanno infatti formato un ”super-gruppo” cioè ”Eoykos.”

Il gruppo dei 6”. Animati da straordinaria coerenza, sorretti da invidiabile forza d'animo hanno una sola, inequivocabile, certezza: la convinzione dei propri mezzi cioè di possedere un solido metodo. E hanno anche steso un ”manifesto” per delineare i punti fermi: nato alla galleria ”La Spadarina” nell'agosto 2011, è un chiarissimo e lucidissimo rappel a l'ordre. Un tentativo finora riuscito di non lasciarsi condizionare dal sistema ma di emanciparsi in funzione di un ideale etico compiutamente espresso nel ”nuovo surrealismo raffigurato”.

Scrivano è il pittore dell'introspezione e del sentimento, della riflessione sull'essere e sul non essere, sul difficile confine realtà-finzione. In tutte le sue opere lo spunto è surrealista, ri-elaborativo, sempre ondeggiante tra un aspetto, un sentimento, uno stato d'animo e il suo continuo superamento. In questo dinamismo esistenziale, mai frenetico ma sottile e meditato, scorgiamo i presupposti di un approccio raffinato, attualissimo, anticipatore.

Fabio Bianchi – 2014